Greentek | Popilia japonica: Come intervenire
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Popilia japonica: Come intervenire

Popilia japonica: Come intervenire

Si chiama Popilia japonica, l’insetto dell’ordine dei coleotteri che mette in serio pericolo piante coltivate e spontanee, la cui presenza per ora è stata rilevata nell’area di alcuni comuni dell’ovest milanese e del novarese con avvistamenti in continuo aumento.

L’insetto è originario del Giappone, ha caratteristiche che ricordano lo scarabeo, è di forma ovaleggiante, di color verde metallico e bronzo e si contraddistingue per la presenza di cinque ciuffi di peli bianchi ai lati dell’addome e due all’estremità.

Gli adulti si nutrono delle foglie di diverse specie vegetali di cui lascia solo le nervature. Le larve invece che si nutrono di radici, possono essere molto dannose per i prati perché attaccano preferibilmente piante di graminacee (di cui i tappeti erbosi sono composti) provocandone l’ingiallimento e successivamente la seccatura.

Data l’invasività e la pericolosità della specie, è importantissimo il monitoraggio che viene gestito dai servizi sanitari delle regioni interessate. Per contenere la diffusione dell’insetto è importante che nel caso di riconoscimento dell’insetto anche il privato segnali agli enti preposti la presenza della specie indicando la pianta colpita e fornendo una fotografia dell’insetto.

Nel caso di avvistamento è bene ricordarsi che si deve: 

  • controllare la presenza dei ciuffi di peli bianchi ai lati dell’addome, fotografarli e poi eliminarli
  • osservare su quale pianta erano presenti, e se in gruppo…
  • fare subito una segnalazione agli indirizzi popillia@ersaf.lombardia.it    popillia@parcoticino.it

Alimentazione e danni

La larva infesta i prati nutrendosi delle radici. Gli adulti sono polifagi e attaccano piante spontanee, di pieno campo, ornamentali e forestali determinando defogliazioni e distruzione della pianta e dei fiori. Gli adulti possono alimentarsi su quasi 300 specie, ma i danni più gravi interessano un numero limitato di piante. Tra le più colpite ci sono: acero, glicine, rosa, rovo, tiglio, olmo, mais, melo, pesco, nocciolo, soia, vite.

Quali sono le armi a disposizione?

La raccolta manuale è l’unico metodo efficace, va fatta nelle prime ore del mattino, quando gli adulti sono poco reattivi (sopra i 21-22 gradi se disturbati volano via facilmente) ad esempio facendoli cadere in contenitori sormontati da un imbuto. Qualora non fosse possibile raccogliere gli adulti sulla vegetazione, si deve invece ricorrere a trattamenti con insetticidi. Da test effettuati, risultano efficaci i piretroidi di sintesi chimica (ad esempio deltametrina, lambdacialotrina, cipermetrina). Tra gli insetticidi ad uso non professionale, un formulato a base di tetrametrina, cipermetrina e piperonil butossido ha dimostrato una buona efficacia sugli adulti di Popillia. Prima dell’uso di prodotti a uso non professionale va verificato che siano destinati alla difesa delle piante e non esclusivamente a uso civile (disinfestazione abitazioni ecc)”.

Meglio evitare l’uso indiscriminato di insetticidi

Consigliamo vivamente di evitare il ricorso indiscriminato agli insetticidi chimici, sia per l’impatto negativo sull’ambiente, sia perché in alcuni casi “possono favorire gli attacchi di ragnetto rosso o di altri acari fitofagi”. Gli esperti dottori agronomi da noi inchiestati, dicono che le popolazioni di Popillia diminuiscono notevolmente a partire dalla seconda o la terza decade di luglio. Nell’ambito del piano di emergenza, le Regioni interessate hanno posizionato numerose trappole, inserite in un piano di contenimento generale “Non sono sistemate su orti e giardini perché catturano solo una parte degli insetti attirati, gli altri finiscono sulle piante vicine e continuano ad arrecare danni. Per questa ragione vengono posizionate in prossimità dei prati e non sono date in gestione a privati”.

Contattaci per qualsiasi informazione o per richiedere un preventivo gratuito.

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